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Cos’è il caffè di seconda mano e perché dovresti provarlo

caffè espresso bar

In Portogallo il carioca è un caffè più debole ottenuto da una seconda estrazione. E a Porto l’espresso ha anche un altro nome: cimbalino.

Nel lessico del caffè portoghese esiste una parola che, per un italiano, suona quasi incredibile: carioca. Non indica una miscela speciale né una variante gourmet, ma una tazzina più leggera del normale, legata alla tradizione quotidiana dei bar. La definizione più chiara arriva dal dizionario Infopédia, che descrive il carioca come un “caffè debole” ottenuto riutilizzando i fondi di un caffè preparato in precedenza. In altre parole, l’idea del “caffè di seconda mano” non è una leggenda urbana: in Portogallo esiste davvero ed è riconosciuta anche a livello lessicale.

barista
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Cos’è davvero il carioca e perché è diverso da un espresso

Il punto centrale è questo: il carioca non è un normale espresso allungato con acqua, e non coincide neppure del tutto con l’americano. Diverse guide dedicate al caffè portoghese spiegano che nasce da una seconda estrazione della stessa dose di caffè, quindi da un passaggio successivo che restituisce una bevanda più tenue, meno intensa e generalmente più “morbida” del classico espresso. Una fonte specializzata sulla lingua e sulla cultura portoghese precisa anche che il barista serve proprio l’estrazione successiva, mentre in molti locali si usa il caffè rimasto nel portafiltro dopo l’ordine precedente.

Questo spiega perché il carioca venga percepito come una tazza più leggera, scelta da chi vuole mantenere il rito del caffè senza ritrovarsi con la stessa intensità della prima estrazione. È una piccola usanza di banco, molto lontana dall’idea contemporanea di specialty coffee, ma ancora viva nel vocabolario e nelle abitudini portoghesi.

A Porto il caffè racconta anche una storia di parole e abitudini

A rendere il quadro ancora più curioso è il fatto che a Porto l’espresso ha spesso un altro nome: cimbalino. Una ricostruzione del museo MUMAC, legato alla storia delle macchine per caffè, spiega che il termine deriva proprio da La Cimbali e che dagli anni Cinquanta finì per diventare il modo con cui molti clienti chiedevano un espresso al bar. Anche fonti locali dedicate alla cultura gastronomica di Porto confermano che in città il cimbalino è il nome tradizionale del caffè espresso.

Dentro questa cultura del banco, il carioca resta una specie di fossile vivente: non una moda, ma una consuetudine che racconta un modo più essenziale di bere caffè. Oggi può sorprendere chi arriva da fuori, ma in Portogallo continua a essere una delle tante sfumature di un linguaggio del caffè molto più ricco di quanto sembri a prima vista.

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ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2026 20:56

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